Pubblicato il: mer, Mar 23rd, 2016

Terrorismo, lo sport si ferma.

A rischio le classiche del ciclismo e Euro 2016.

Attentati Bruxelles, preghiere e messaggi sull'asfalto in Place de la Bourse

Il Belgio è ancora scosso per quanto accaduto ieri, gli sportivi non hanno voglia di allenarsi e di giocare.

Nessuno vuole giocare a pallone e probabilmente non giocheranno martedì prossimo all’ ex Heysel di Bruxelles per l’amichevole contro il Portogallo.

Il match è a rischio probabilmente verrà annullato per causa terrorismo come accadde per Belgio – Spagna, che venne cancellata a seguito dei fatti di Parigi del 13 novembre scorso.

«Il calcio oggi è irrilevante. Niente allenamento della nazionale».

Non solo le partite di calcio, ma anche le Classiche di ciclismo sono a rischio, oggi la “Attraverso le Fiandre” dovrebbe tenersi, ma probabilmente salterà la Gand-Wevelgem che dovrebbe tenersi la domenica di Pasqua.

Inoltre non si sa ancora se gli Europei di calcio che dovrebbero tenersi dal 10 giugno al 10 luglio in Francia si faranno. Ciò che le persone si domandano è in che modo si potrebbe garantire le condizioni di sicurezza necessarie per godersi l’evento senza paura e in piena tranquillità.

Il ministro francese Bernard Cazeneuve si è espresso: «C’è un elevato livello di minaccia, ma metteremo in campo tutte le misure di sicurezza possibili per far disputare il torneo»

Ancora prima che avessero luogo gli attentati di ieri, le forze speciali transalpine avevano iniziato con le esercitazioni anti-terrorismo nelle città ospiti delle partite, per queste esercitazioni sono stati simulati attacchi chimici, con bombe o attraverso kamikaze.

L’ex presidente della Figc e vice presidente Uefa Giancarlo Abete ha dichiarato a proposito:  «Un problema nel problema è l’impossibilità di rinviare le partite. Per questo il rischio di far disputare le partite a porte chiuse è reale».

La partita che angoscia di più è quella Belgio – Italia, che dovrebbe tenersi a Lione il lunedì 13 giugno. Ieri Alessandro Florenzi ha raccontato di aver sentito Radja Nainggolan, il belga suo compagno di squadra nella Roma:

«Non sarà facile, ma quello che noi giocatori possiamo fare è pensare solo a giocare per dare emozioni e gioia.

Radja Nainggolan era un po’ scosso, come d’altronde tutti. Anche fra noi azzurri abbiamo parlato dell’accaduto, ma non dobbiamo farci prendere dall’ansia».

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