Pubblicato il: lun, Mar 14th, 2016

Un cacciatore con un’etica rigorosa.

Il ricordo di Claudio Chiarelli.

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PADOVA«Era un cacciatore professionista ma cacciava solo ed esclusivamente capi destinati all’abbattimento e non faceva sparare se non era sicuro che l’animale venisse abbattuto con un solo colpo. Aveva insomma delle regole ferree e una etica rigorosa, non era uno di quelli che speculava sulla caccia. Ai suoi dipendenti aveva anche dato abitazione, cure mediche, scuola garantita ai figli. L’Africa era casa sua e la rispettava in ogni modo».

Carlo Bragagnolo è un noto regista e fotografo trevigiano, è lui a ricordarci e a parlarci di Claudio Chiarelli, un cacciatore professionista con delle regole ferree e con un’etica molto forte, contrario alla caccia senza scrupoli.

Bragagnolo e Chiarelli hanno realizzato quattro documentari, tutti dedicati alla caccia degli animali. L’ultima volta che si sono incontrati è stata quattro anni fa quando il padovano era rientrato in Italia dopo un breve periodo di lontananza.

Per Bragagnolo Claudio Chiarelli, per la sua lotta contro la caccia senza scrupoli, era diventato “una persona scomoda”. Ci parla anche di Massimiliano e lo descrive come un “ragazzo timido, introverso, tranquillo, che aveva fatto la scuola per diventare cacciatore professionista ma aveva ancora le idee confuse sul futuro”.

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