Nelle scorse Tiziano Ferro ha rilasciato un’intervista pubblicata sulle pagine di Vanity Fair nella quale, tra le altre cose, ha parlato dei suoi amici, annoverando tra i più importanti Elisabetta Canalis, Bianca Balti e Laura Pausini. Su quest’ultima, il cantante ha speso parole dolci e di stima: “E’ un’amica vera. Mi ricordo che durante il divorzio lei era a Buenos Aires e a un certo punto mi fa una videochiamata e mi dice: <oh non ti vedo bene, adesso prendo un volo e vengo a Los Angeles>. Aveva solo due giorni di stacco tra un concerto e l’altro. Ecco che cosa sono gli amici veri“.
Tiziano Ferro parlato anche del suo recente divorzio che ha scombussolato la sua vita:
“Victor ha reso la mia vita sentimentale più bella e complessa. Il nostro è stato un amore bello ma, onestamente, anche doloroso. Una cosa ho capito: non potevo e non dovevo abbandonarmi all’idea del divorzio come fallimento, trappola allettante che ti illude di restare fermo in quella zona di comfort che è il dolore. Ringrazio la complessità e la tridimensionalità del rapporto con lui che mi hanno permesso di andare avanti.”
L’artista internazionale ha raccontato anche come sta vivendo la sua paternità: “Mi ferisce che vengano negati i diritti ai miei figli, perché siamo tutti uguali e con diritti uguali: perché loro ne dovrebbero avere di meno? Perché Victor deve aver bisogno di una delega per accompagnarli a scuola o per portarli in ospedale quando non ci sono io? lo penso che i politici e le persone che fomentano l’odio e l’omofobia siano persone che non riescono a dare un volto umano all’amore. Preferiscono mettere un’etichetta dove invece ci sono volti dove c’è amore, dove ci sono persone.”
Il cantante, ha voluto anche rilasciare dichiarazioni sul recente battibecco con la sua ex manager Mara Maionchi:
“Bisogna lavorare sulla prossima generazione di genitori, perché saranno loro ad aiutare i loro figli a non scivolare in questi precipizi. Le faccio un esempio: parlando di bulimia, oggi non faccio né voglio fare l’apologia dell’obesità, però fino a ieri si portava un bambino dal dietologo solo perché aveva cinque chili in più del previsto. Quello è un meccanismo crudele che mi ha marchiato a fuoco perché io mi sentirò grasso per sempre e nulla mi farà mai cambiare idea. Camminerò per strada sentendomi grasso anche se non lo sono. E mi sentirò perennemente inadeguato. I genitori sono fondamentali in questo. E lo sono anche gli educatori. E i manager. E qui sì, mi riferisco a Mara Maionchi. Le voglio bene e sono sicuro che vent’anni fa questi discorsi non erano così chiari. Però oggi va fatto un cambio di passo radicale, perché la salute mentale e una cosa pratica che va appunto praticata.
È un obbligo morale raccontare alle persone, agli artisti, che il corpo non è un vincolo negativo per la loro arte. lo credo che Mara e molte altre persone non abbiano realizzato abbastanza quanto traumatico e doloroso sia quell’atteggiamento che si imprime per sempre nell’inconscio e nell’esistenza di ragazzini ancora fragili. lo oggi perdono la loro buona fede. Ma bisogna fare un mea culpa e non prendere più questo argomento alla leggera“.