Prima della finalissima di Coppa Italia tra Juventus e Atalanta all’Olimpico di Roma, è stato trasmesso un breve intermezzo musicale e l’esecuzione dell’Inno di Macelli. Dopo Arisa, Francesca Michielin, Noemi, ieri sera è toccato ad Albano Carrisi che ha stato vittima di migliaia di critiche per via di alcune stonature.
Oggi il cantante pugliese, intervistato da LaPresse ha così commentato l’accaduto:
“Ho cantato perché so di saper cantare ma onestamente era talmente tanto l’entusiasmo e il casino che non capivo nulla.
Ma la voglia di cantare e di non ascoltare era tanta perché ne valeva la pena. Era un’esperienza da fare chemi mancava. Se ho steccato? Sì, lo ammetto, lo dico io per primo anche perché se n’è andata un po’ la voce e – quando non senti – la voce se ne va per affari suoi.
L’entusiasmo è cosa pazzesca, ti rimane impresso nella memoria. Cantare in uno stadio tra i tifosi?
Se è un concerto i tuoi fan vengono per vedere te, allo stadio vengono per vedere due partite e c’è una parte contro l’altra, cosa inevitabile. Se la rifarei questa esperienza? Senza dubbio sì, però so che è ardua. Che cosa si prova a fare le cose impossibili mi piace provarlo sulla mia pelle”.
Alla fine Albano Carrisi l’ha presa con sportività!