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Da oltre un anno, l’attrice Eleonora Giorgi sta affrontando una dura battaglia contro un tumore al pancreas. Recentemente, a causa di dolori insopportabili, è stata ricoverata in una clinica di Roma per sottoporsi a una terapia del dolore intensiva. In un’intervista al Corriere della Sera, ha raccontato: «Mi sono ritrovata da sola in casa, di notte, a urlare, in preda ai dolori»

Eleonora Giorgi e la terapia del dolore

La terapia prevede l’uso di morfina e cortisone per gestire il dolore. Giorgi porta un’ampolla al collo e utilizza l’ossigeno per supportare le funzioni vitali. Con grande sincerità, ha dichiarato: «Mi tengono in vita non perché ci sia futuro, ma perché tutto succeda il più tardi possibile».

Nonostante la debolezza fisica che le impedisce di compiere più di dieci passi consecutivi, l’attrice mantiene una routine quotidiana che include tre cicli di terapie, dalle 7 del mattino alle 7 di sera. Per affrontare queste lunghe giornate, trova conforto in piccoli gesti di cura personale: «Ogni giorno metto il fard e il cappellino, ho anche una spazzola per i capelli, anche se sono di un centimetro. Cerco di rispettarmi».

Il sostegno della famiglia è fondamentale in questo percorso. I suoi figli, Andrea Rizzoli e Paolo Ciavarro, le sono costantemente accanto. Durante le lunghe sessioni di terapia, le hanno stretto la mano per ore, offrendo conforto e presenza. A San Valentino, la nuora Clizia Incorvaia e il nipotino Gabriele, di tre anni, l’hanno sorpresa con una visita speciale: «Gli hanno detto che la nonna è in albergo: abbiamo liberato in aria dei palloni rossi».

Le notti rappresentano il momento più difficile, spesso trascorse insonni e in riflessione. Giorgi confessa: «Nel silenzio mi sento su un’altalena, sospesa. Non sono spaventata: ho avuto molta più paura di vivere».

Nonostante la gravità della situazione, l’attrice mantiene una speranza incrollabile: «Sono alle prese con un naufragio e cerco di gestirlo. Ma in fondo sono così matta che spero ancora in un miracolo». La sua storia è un potente esempio di resilienza e amore familiare, dimostrando come, anche nei momenti più bui, la forza d’animo e il supporto dei propri cari possano fare la differenza.