rocco siffredi accuse

Un terremoto mediatico scuote il mondo dell’hard italiano. Rocco Siffredi, icona del porno mondiale, è al centro di gravi accuse mosse da alcune attrici durante un’inchiesta de Le Iene.

Le accuse contro Rocco Siffredi

Le testimonianze, trasmesse il 15 e 16 aprile 2025, descrivono episodi di violenze fisiche e psicologiche sul set, con dettagli che hanno riacceso il dibattito sul consenso nell’industria del porno. “Mi sputava addosso, non era previsto”, racconta un’attrice. Un’altra, Gloria, aggiunge: “Dicevo ‘non voglio’, ma continuava a sputarmi e insultarmi. Per me è stato uno stupro a tutti gli effetti”. Una terza performer denuncia di essere stata costretta a pratiche anali non concordate, con Siffredi che avrebbe insistito nonostante il rifiuto, minacciandola: “Devi urinarmi addosso se non fai l’anale”. Le accuse parlano di superamento dei limiti contrattuali, con scene imposte e umiliazioni davanti alle telecamere, aggravate dalla pressione psicologica.

Le testimonianze, raccolte in contesti come i casting a Budapest, dipingono un quadro inquietante. Un’attrice ha riferito di aver perso sangue dopo un rapporto anale forzato, definendo l’esperienza una “doppia violenza” per la presenza delle telecamere. Queste denunce hanno sollevato interrogativi sugli standard di consenso nel porno, dove ogni atto dovrebbe essere concordato e documentato per evitare abusi.

Siffredi, intervistato da Le Iene, respinge categoricamente le accuse: “La mia sessualità è forte e violenta, ma sempre consensuale. Non sono un perverso stupratore”. L’attore ipotizza una “congiura internazionale” orchestrata per screditarlo, parlando di invidia e promettendo dettagli in futuro. “Forse sono stato leggerino in qualche scena, ma non ho mai violentato nessuno”, ha aggiunto, difendendo la sua carriera e il suo approccio al lavoro.
L’inchiesta ha diviso l’opinione pubblica. Da un lato, c’è chi chiede giustizia per le presunte vittime, sottolineando la necessità di tutele più rigide nell’industria hard. Dall’altro, i sostenitori di Siffredi vedono nelle accuse un tentativo di colpire una figura di spicco. Il caso, destinato a far discutere, mette in luce le complessità del consenso e del potere sui set porno, lasciando aperte molte domande su responsabilità e verità.