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Un’ex dipendente di Chiara Ferragni ha raccontato la propria esperienza lavorativa, sostenendo di essere stata assunta per motivi di immagine. La donna, Marayah, è una giovane trans di origini ghanesi che era apparsa nella seconda stagione della serie The Ferragnez, in cui veniva mostrata mentre riceveva una proposta di lavoro.

Ex dipendente di Chiara Ferragni si sfoga

Secondo la sua versione, l’assunzione non sarebbe avvenuta per competenze ma per visibilità. “Sono stata scelta perché nera e trans, servivo a farsi pubblicità”, ha dichiarato. Inizialmente assunta come receptionist, sostiene di essere stata invece impiegata in mansioni di pulizia, spesso considerate umilianti. “Ho dovuto pulire bagni e grattare escrementi, non era ciò che mi era stato promesso”.

Il rapporto di lavoro si è interrotto dopo pochi mesi, in concomitanza con il caso “Pandoro-Gate”, che ha colpito l’immagine pubblica dell’imprenditrice. Con la riduzione delle attività, diversi dipendenti sono stati licenziati, compresa Marayah. “Dopo il licenziamento ho scritto a Chiara Ferragni, ma non ho mai ricevuto una risposta”, ha aggiunto. L’unico contatto rimasto, racconta, è stato l’ex manager Fabio Maria D’Amato, che le avrebbe offerto supporto personale.

La mancanza di un dialogo con l’influencer, unita alla perdita del lavoro, ha contribuito a un periodo particolarmente difficile. Marayah spiega di aver trovato ostacoli anche nella ricerca di nuove occupazioni. “Quando dicevo di aver lavorato con Chiara Ferragni, venivo guardata male e non mi prendevano. Era come avere un marchio addosso”. La discriminazione, secondo lei, si è sommata alle difficoltà già vissute come donna trans.

In seguito alla perdita dell’impiego, la situazione personale è precipitata. Marayah riferisce di aver tentato il suicidio e di essere stata ricoverata in ospedale. “Non vedevo più un futuro, mi sentivo completamente sola”, ha spiegato. La vicenda si collega anche a esperienze traumatiche precedenti: rifiutata dai genitori in adolescenza, era stata mandata in Ghana, dove racconta di aver subito abusi in un collegio correttivo, prima del ritorno in Italia.

Rientrata a Milano, aveva trovato accoglienza in Casa Arcobaleno, una struttura per persone LGBT senza sostegno familiare. Dopo anni di lavori precari, l’opportunità con The Ferragnez sembrava rappresentare un cambiamento positivo. La sua esperienza, però, si è conclusa con un forte senso di delusione. “Non volevo essere un simbolo, volevo solo lavorare normalmente”, ha dichiarato.

Il racconto mette in luce le difficoltà di chi appartiene a minoranze e si trova esposto in contesti mediatici. La vicenda solleva interrogativi sul rapporto tra inclusione e comunicazione di Chiara Ferragni, e sul rischio che la visibilità venga usata in modo strumentale. Per Marayah, la questione non riguarda solo il lavoro perso, ma la sensazione di essere stata mostrata e poi dimenticata.