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Il sipario si è alzato ieri, 9 settembre 2025, nello studio del notaio Renato Carraffa di Bracciano. Dopo la scomparsa di Pippo Baudo il 16 agosto, finalmente è stato aperto il suo testamento, e il gossip impazza. Il patrimonio del celebre conduttore è stimato intorno ai 10 milioni di euro, frutto dei suoi 13 Sanremo, contratti tv, diritti d’immagine, sponsor, nonché partecipazioni in due imprese edili e una valanga di immobili a Roma e Sicilia.

Tra questi, cinque case nella Capitale, terreni a Fiano Romano, Noto e Siracusa, per un valore complessivo di circa 5 milioni. Le donazioni immaginate e le curiosità non mancano, ma ciò che fa davvero tremare i tabloid è chi ha spalancato le porte dell’eredità…

Aperto il testamento di Pippo Baudo

Ed è qui che entra in scena Dina Minna, la fidata assistente che ha seguito Pippo Baudo per oltre 35–36 anni. Non era solo la segretaria: era la sua confidente, l’anima calma dietro il palco, colei che pianificava Sanremo e le ultime visite mediche. Nel testamento, Dina non ha ricevuto una briciola: le è andata una quota quasi identica a quella dei figli. Una fetta di torta che sa di romanzo, per un legame così intenso da essere paragonato a quello tra genitori e figli. Una scelta che ha fatto impazzire i social e i salotti rosa, trasformando una storia privata in un piccolo scandalo elegante.

I figli e il patto silenzioso

I protagonisti “ufficiali” restano i figli di sangue, Alessandro (nato nel 1962, riconosciuto solo nel 2000) e Tiziana (nata nel 1970). Entrambi erano presenti al notaio insieme a Dina Minna per ascoltare il verdetto del testamento. Le parti tra loro tre sono sostanzialmente in parità, segno di stima e affetto che va oltre le leggi e il sangue.

Un gesto che racconta di un uomo generoso e affettuoso, che forse voleva un’eredità anche “di cuore”, da lasciare a chi gli era stata vicina come una famiglia. In sottofondo, la voce di Katia Ricciarelli rammenta che Pippo Baudo aveva già intestato due appartamenti a Dina, dicendo che “È buona e mi sta vicino” — un dettaglio che oggi suona quasi profetico.

Beneficenza, misteri e chi resta fuori dal sipario

Sebbene il grosso del patrimonio sia diviso tra i tre, si vocifera che parte possa essere destinata a opere benefiche: un segnale di riservatezza filantropica che solo lui poteva orchestrare. L’assenza dell’avvocato Giorgio Assumma, amico fraterno del conduttore, alla lettura del testamento colpisce: cosa nasconde?

Rumors parlano di donazioni segrete o clausole rivolte a istituzioni o fondazioni. Ma tutto questo resta avvolto nel mistero, alimentando il racconto più intrigante dell’anno: Pippo Baudo ha orchestrato il suo addio con la stessa classe con cui ha condotto i suoi show, lasciando dietro di sé non solo un patrimonio tangibile, ma anche un puzzle emotivo da raccontare ai posteri.