È morto Giorgio Mendella, il controverso imprenditore televisivo che negli anni ’80 e ’90 aveva conquistato una generazione di telespettatori con le sue televendite e promesse di guadagni facili. La notizia della sua scomparsa ha subito fatto il giro del web e delle redazioni, facendo rivivere a molti ricordi, scandali e curiosità legati alla sua figura.
Giorgio Mendella, nato a Monza ma viareggino d’adozione, è deceduto il 20 febbraio 2026 all’età di 73 anni a seguito di complicazioni durante un intervento chirurgico a Sanremo, dove viveva da tempo.
La sua storia è quella di un uomo dotato di enorme parlantina e spirito imprenditoriale, capace di trasformare una piccola televisione locale in un fenomeno nazionale grazie alle sue televendite. Fu proprio lui a fondare nel 1988 l’emittente ReteMia, rete televisiva generalista che negli anni ha spopolato sugli schermi, tra programmi di intrattenimento, news, sport e segmenti dedicati alle vendite dirette.
La parabola di un personaggio unico: dalle televendite al successo
La fama di Giorgio Mendella esplose grazie ai suoi programmi televisivi su ReteMia, dove riusciva a convincere centinaia di migliaia di italiani a investire denaro in prodotti finanziari, immobili o progetti che promettevano rendimenti altissimi.
Nel giro di pochi anni Mendella costruì attorno a sé una vera e propria galassia di società: dal gruppo finanziario Intermercato a varie società di servizi e investimenti, trasformandosi in una sorta di “one-man show” della finanza italiana.
Il pubblico lo ricordava per la parlantina sciolta e lo sguardo deciso: nella sua mente, basta un po’ di fiducia per trasformare i sogni in realtà — e tanti, negli anni ’80, si fecero incantare da quelle promesse.
Non è un caso che i suoi programmi – soprattutto quelli di vendita diretta di azioni e mutui – rimasero nel cuore di molti telespettatori di quegli anni come un simbolo di intraprendenza e possibilità, al punto da far pensare a qualcuno che Giorgio Mendella fosse un precursore della “tv commerciale” prima del boom delle televendite moderne.
Il lato oscuro: scandali, giudizi e la caduta
Dietro il fascino delle televendite e i successi imprenditoriali, però, si nascondeva un’altra verità. La scalata di Giorgio Mendella non fu priva di polemiche e vicende giudiziarie.
All’inizio degli anni ’90 la Consob e le autorità italiane iniziarono a indagare sui meccanismi finanziari dietro le sue offerte pubbliche su ReteMia e sulle società collegate. Vennero sollevati sospetti di sollecitazione abusiva al pubblico risparmio, bancarotta e una serie di reati finanziari che misero in crisi l’intero impero di Mendella.
Nel 1991 fu incriminato e, dopo anni di contese, condannato per bancarotta fraudolenta. Quegli eventi segnarono profondamente la sua carriera: l’uomo che una volta era visto come il “re delle televendite” divenne, per molti, simbolo di un sistema finanziario all’apparenza brillante ma fragile.
Nonostante ciò, la figura di Giorgio Mendella continuò a suscitare curiosità e fascino, anche tra le nuove generazioni che scoprono oggi quei programmi storici di ReteMia come un mito televisivo quasi leggendario.
Lascia un’eredità complessa
La morte di Giorgio Mendella chiude definitivamente un capitolo della televisione italiana che ancora oggi divide: da un lato, l’innovazione e l’audacia di chi ha portato l’intrattenimento e la finanza direttamente nelle case degli italiani; dall’altro, le ombre, le inchieste e le battaglie legali che hanno coinvolto l’imprenditore.
Per tanti spettatori, però, il suo nome rimarrà indissolubilmente legato alla nostalgia di un’epoca in cui la televisione aveva un sapore più genuino, meno filtrato dal mondo dei social e delle strategie digitali. Quel mondo di televendite, promesse d’oro e programmi spericolati è oggi materia di racconti, documentari e dibattiti, con ReteMia come simbolo di un modo di fare tv che ha segnato un’epoca.
Addio dunque a Giorgio Mendella, imprenditore carismatico, telefinanziere per molti, personaggio controverso per altri: la sua storia, tra luci e ombre, rimarrà nella memoria collettiva per anni a venire.