La vicenda che da mesi vede contrapposti Alfonso Signorini e Fabrizio Corona si arricchisce di un nuovo e importante capitolo giudiziario. L’ex conduttore del Grande Fratello avrebbe infatti deciso di chiedere un risarcimento da ben 5 milioni di euro a Google, società proprietaria di YouTube, per i danni che sostiene di aver subito in seguito alla pubblicazione e alla diffusione delle puntate di Falsissimo dedicate alla sua persona. L’atto di citazione sarebbe stato depositato nel maggio scorso dai legali Domenico Aiello e Daniela Missaglia, mentre l’udienza di apertura della causa davanti al Tribunale di Milano è fissata per il 20 dicembre 2026.
Al centro del procedimento ci sono i contenuti pubblicati da Fabrizio Corona a partire dal dicembre 2025, nei quali l’ex agente fotografico aveva formulato pesanti accuse nei confronti del giornalista e conduttore, parlando di un presunto “sistema” legato all’ingresso di alcuni concorrenti o aspiranti concorrenti nella Casa del Grande Fratello. Accuse che Signorini ha sempre respinto con fermezza. Il giornalista, ascoltato nei mesi scorsi dai pm milanesi nell’ambito del procedimento nato dalla denuncia dell’ex gieffino Antonio Medugno, aveva infatti negato di aver commesso violenze o estorsioni. Parallelamente, la sua difesa ha intrapreso diverse iniziative giudiziarie nei confronti di Corona e ora anche nei confronti della piattaforma che ha ospitato e contribuito alla diffusione dei video. La richiesta da 5 milioni rappresenta dunque uno dei passaggi più rilevanti di una vicenda che, partita dal mondo del gossip e dello spettacolo, è ormai diventata una complessa battaglia nelle aule di tribunale.
Alfonso Signorini, nella richiesta di risarcimento anche i presunti danni psicologici
A rendere ancora più delicata la vicenda sono le conseguenze personali che Alfonso Signorini sostiene di aver subito in seguito alla gigantesca esposizione mediatica del caso. Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano e da altre testate che hanno ripreso il contenuto degli atti, la richiesta di risarcimento non riguarderebbe soltanto il danno professionale ed economico, ma anche quello reputazionale e psicologico. Nella documentazione prodotta dalla difesa viene descritto un quadro caratterizzato da una sindrome ansioso-depressiva con manifestazioni fobico-sociali, oltre a episodi compatibili con attacchi di panico e sintomi riconducibili all’area post-traumatica.
Conseguenze che, secondo la ricostruzione dei suoi legali, sarebbero direttamente collegate all’enorme diffusione delle accuse e dei contenuti online. Dopo l’esplosione del caso, il conduttore aveva inoltre sensibilmente ridotto la propria esposizione pubblica e si era autosospeso dagli impegni con Mediaset. Sul fronte economico, Open ha riportato che nel 2025 la Callas55 srl, società riconducibile al giornalista, ha registrato un netto calo dei risultati: il fatturato sarebbe passato da 605.102 euro nel 2024 a 301.294 euro nel 2025, mentre l’utile sarebbe sceso da 340.633 a 49.056 euro. Numeri che fotografano un periodo particolarmente complesso, anche se sarà naturalmente il giudice a valutare l’esistenza di un nesso causale tra i contenuti contestati e i danni economici rivendicati. Secondo quanto emerso dagli atti citati dalla stampa, inoltre, il compenso annuale che Signorini avrebbe percepito da Mediaset sarebbe stato pari a circa 1,2 milioni di euro. Elementi che contribuiranno alla valutazione complessiva della richiesta milionaria avanzata dai suoi avvocati.
Alfonso Signorini, lo scontro con Fabrizio Corona finisce sempre più nelle aule di tribunale
Quello tra Alfonso Signorini e Fabrizio Corona è ormai molto più di uno scontro mediatico. Già lo scorso gennaio il Tribunale civile di Milano aveva accolto un ricorso urgente presentato dai legali del conduttore, disponendo nei confronti di Corona lo stop alla diffusione di ulteriori contenuti di carattere diffamatorio e ordinando la rimozione di quelli già pubblicati. Nel provvedimento il giudice aveva ritenuto che alcuni contenuti avessero colpito la dignità, la reputazione e la sfera privata del giornalista. Successivamente, a marzo, il Tribunale ha accolto parzialmente il reclamo presentato dall’ex agente fotografico, ridefinendo i confini del precedente provvedimento e revocando alcune prescrizioni, pur mantenendo centrale la necessità di distinguere il diritto di cronaca dai contenuti lesivi della reputazione e della vita privata.
La vicenda, dunque, resta estremamente articolata e presenta diversi fronti giudiziari, con accuse, denunce e procedimenti che dovranno essere valutati nelle sedi competenti. Ora l’attenzione si sposta soprattutto sulla maxi richiesta risarcitoria nei confronti di Google: secondo la tesi della difesa del conduttore, la piattaforma non sarebbe intervenuta con sufficiente tempestività nonostante le segnalazioni ricevute, permettendo così ai contenuti contestati di continuare a circolare e raggiungere un pubblico enorme. Sarà però il Tribunale di Milano a stabilire se Google abbia effettivamente delle responsabilità e, soprattutto, se i danni indicati dalla difesa possano essere riconosciuti nella misura richiesta. Una cosa è certa: a mesi dall’inizio del caso, la battaglia tra Alfonso Signorini e Corona è tutt’altro che conclusa e il prossimo dicembre potrebbe aprirsi un nuovo, decisivo capitolo di una delle vicende giudiziarie più discusse del mondo dello spettacolo italiano.
