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Chiara Ferragni, l’influencer italiana un tempo simbolo di successo planetario, sta cercando di riscrivere la propria storia imprenditoriale lontano dall’Italia.

Chiara Ferragni e i conti in rosso

Dopo lo scandalo del “Pandoro gate” del 2023, che ha scosso la sua reputazione e messo in crisi le sue aziende, Ferragni ha rivolto lo sguardo all’Europa per un rilancio. Grecia, Spagna e ora Romania: questi i Paesi scelti per ricostruire il suo impero, intrecciando collaborazioni con brand stranieri. Tuttavia, mentre l’imprenditrice tenta di risollevarsi, i numeri delle sue società raccontano una realtà ben diversa, fatta di conti in rosso e scelte drastiche.

In Romania Ferragni sembra puntare su un’espansione strategica. Forse per sfruttare mercati meno saturi e un’immagine ancora parzialmente intatta. Ma i riflettori restano puntati sulla fragilità economica delle sue aziende. Secondo fonti recenti, i costi operativi per il 2025 sono stati ridotti a un milione di euro, una cifra che riflette una politica di austerity inevitabile per garantire la continuità aziendale. A questo si aggiunge un aumento di capitale per coprire le perdite accumulate, una mossa approvata dai revisori ma che non cancella le difficoltà.

Il prezzo più alto, però, lo pagano i dipendenti: i tagli al personale sono stati una delle misure più controverse, segno di una riorganizzazione interna che sacrifica posti di lavoro per salvare il bilancio.
Il “Pandoro gate” ha lasciato cicatrici profonde. Lo scandalo, legato a un’operazione di beneficenza poco trasparente, ha minato la fiducia di fan e investitori, spingendo Ferragni a cercare una “rinascita” lontano dai confini italiani. Eppure, i risultati di questa strategia europea restano incerti.

Se da un lato l’influencer continua a sfoggiare il suo stile di vita sui social. Dall’altro le sue aziende navigano in acque tempestose, tra crisi finanziarie e un’immagine pubblica da ricostruire. La Romania potrebbe essere una nuova opportunità, ma il rilancio di Chiara Ferragni sembra appeso a un filo sottile: riuscirà a trasformare le difficoltà in un trampolino di lancio o sarà solo un altro capitolo di una parabola discendente? Il tempo, e i numeri, daranno la risposta.