Mauro Coruzzi, noto come Platinette, ha affrontato una prova durissima. Il 14 marzo 2023, un ictus ischemico lo colpisce. «Non riuscivo a parlare, ero paralizzato», racconta a Vanity Fair. Un fisioterapista, presente in casa, capisce subito. Chiama il 118, salvandogli la vita. Coruzzi resta due mesi in ospedale. La riabilitazione è lunga e complessa. Perde la parola, pilastro della sua carriera. «La voce è tutto per me», dice. Lavora con logopedisti per recuperarla. Ogni giorno, come un bambino, reimpara a parlare. Non molla, nonostante le difficoltà.
Come sta ora Mauro Coruzzi
Il 8 febbraio 2025, un secondo ictus lo colpisce. «Mi sono alzato dal divano, le gambe non reggevano», ricorda. Cade, sbatte la testa, resta cosciente. La signora delle pulizie lo trova. «Senza di lei, forse non sarei qui», ammette. Ricoverato per due mesi e mezzo, lotta ancora. Fisioterapia e logopedia diventano routine. «Prendo molti farmaci», spiega a Leggo. Usa un deambulatore per muoversi. La parola non è ancora perfetta. Nonostante tutto, resta ottimista. «Sono fortunato, poteva andare peggio», afferma.
Platinette, 69 anni, è un’icona della televisione italiana. Drag queen irriverente, debutta con Maurizio Costanzo. Conduce programmi radiofonici come Platinissima su Radio Deejay. Partecipa a Sanremo e Ballando con le Stelle. La sua ironia conquista tutti. Ma l’ictus cambia tutto. «Mi sento come un calciatore senza gambe», confessa a Verissimo. La riabilitazione lo costringe a ripensare la vita. Dopo il primo ictus, fa testamento. «Non credo, la morte è la fine», dice. Vuole essere cremato.
Coruzzi non si arrende. Sensibilizza sull’ictus con A.L.I.Ce. Italia. «Colpisce tutti, anche i giovani», avverte. Racconta lo stress come fattore di rischio. «Ho vissuto di vizi», ammette. Ora promuove uno stile di vita sano. Sul suo Instagram, documenta il recupero. Scherza sulle fake news: «Non sono morto!». Torna a casa il 4 aprile 2025. Canta Ci vediamo a casa di Dolcenera. I fan lo sostengono con affetto.
La sua storia è di coraggio. «Non tornerò come prima, ma non mollo», dichiara. La comunicazione resta la sua vita. Nonostante le difficoltà, Platinette guarda avanti. Vuole trasformare i limiti in opportunità. Pensa a un musical, Che fine ha fatto Baby Jane?. La sua forza ispira. Mauro Coruzzi è un esempio di resilienza.