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Thiago Elar, tiktoker di 27 anni, è morto il 21 luglio 2025 a Treviglio, Bergamo. Ragazzo transgender, era noto per i video su TikTok, dove condivideva la sua vita con oltre 145mila follower. La notizia della sua scomparsa, annunciata sui social, ha sconvolto la community.

È morto il tiktoker Thiago Elar

Thiago Elar, originario di Bergamo e residente a Osio Sotto, era ricoverato in una struttura psichiatrica. Soffriva di un disturbo alimentare, che ha segnato il suo percorso. La morte, per cause naturali, ha lasciato un vuoto profondo. Thiago Elar, nato come Lisa El Arbaoui, aveva iniziato la transizione nel 2018. Non l’ha mai completata, segnata da traumi e difficoltà. Nei suoi video, spesso girati dal letto d’ospedale, parlava con sincerità.

Raccontava il dolore, la solitudine e il bisogno di aiuto. I suoi appelli, soprattutto alla madre, erano strazianti: “Sto morendo dentro, aiutami”. Pubblicava fino a venti video al giorno, alternando disperazione e momenti leggeri. La sua storia ha toccato molti, ma ha anche diviso il web. Alcuni follower lo sostenevano con affetto, offrendo parole di conforto. Altri lo accusavano di manipolazione emotiva, sollevando dubbi su raccolte fondi private. Thiago parlava di un rapporto difficile con la famiglia, di anni in comunità, di denunce reciproche.

Nei video denunciava presunti maltrattamenti nella struttura psichiatrica. Chiedeva di essere trasferito, di essere ascoltato, di essere riconosciuto come Thiago. La sua voce era un grido di aiuto continuo. L’ultimo video, pubblicato il 20 luglio, parlava di un appuntamento medico. “Domani vedrò un medico, mi manderà in un posto migliore”, diceva. Quelle parole, oggi, suonano come un addio. La notizia della morte si è diffusa rapidamente, confermata da un necrologio su IlCommiato.it. I funerali si terranno il 23 luglio a Osio Sotto. Una veglia di preghiera è prevista il 22 luglio alle 16:30. La community di TikTok ha reagito con dolore e commozione. “Riposa in pace, Thiago”, scrivono molti. “Meritavi di più”, dicono altri, sottolineando la sua lotta. Alcuni esprimono rabbia: “Perché nessuno lo ha aiutato davvero?”.

La sua storia pone domande scomode sui social e sul supporto alle persone fragili. Thiago trasformava il dolore in contenuto, ma chi lo ascoltava davvero? Le istituzioni, la famiglia, il sistema sanitario: chi ha risposto? La morte di Thiago Elar è una perdita che invita a riflettere. La sua voce, amplificata da TikTok, era un appello disperato. La sua battaglia contro i disturbi alimentari e il disagio psichico era visibile a tutti. Eppure, è rimasto solo. La sua storia ci ricorda che dietro ogni video c’è una persona. Una persona che chiedeva amore, ascolto, salvezza. Thiago non c’è più, ma il suo messaggio resta: nessuno dovrebbe essere ignorato.