nuova collezione chiara ferragni

Il lanciare la nuova collezione è sempre un momento ad alto rischio, soprattutto quando il brand in questione è legato a una figura pubblica come Chiara Ferragni. Stavolta la proposta che arriva dallo staff dell’imprenditrice digitale non è passata inosservata: una linea che parla di “cuori infranti”, ironia, membership esclusiva e capi che strizzano l’occhio alla nostalgia amorosa. Eppure, nonostante la bellissima scenografia, qualcosa nella sceneggiatura non quadra per molti.

L’iconico logo dell’occhio, simbolo ormai riconoscibile del brand, sparisce, insieme al rosa glitterato e agli elementi estetici che contraddistinguevano la sua estetica da social celeb. Il profilo Instagram aziendale è stato ripulito: via tutti i post precedenti, restyling del logo, cambio di palette cromatica verso toni neutri. Un azzardo o una rinascita strategica?

Nuova collezione di Chiara Ferragni

Dietro la nuova collezione c’è la firma del duo creativo Rivoluzione Romantica, ovvero Alberto Albani ed Edoardo Bertuccioli, noti per la loro ironia e i messaggi forti stampati su felpe, magliette e accessori. Il progetto, pensato per chi ha sofferto per amore (“illusi cronici”, “collezionisti di drammi”, “sottoni professionisti”) è accompagnato da una membership card, il “Club Illusi per Sempre”, di cui Chiara Ferragni è socia onoraria.

Fino a qui tutto lecito, romantico, accattivante – un storytelling che tocca le corde dell’empatia. Ma la somiglianza con precedenti iniziative non è tardata ad arrivare. Alcuni hanno immediatamente confrontato il concept con quello del “Club dei Sottoni” di Tommaso Zorzi del 2021: slogan, estetica, membership card, palette dei toni, il tempismo. Per molti la domanda è: quanto di originale c’è in questo progetto, e quanto invece è ispirato, o forse più che ispirato?

Dopo il Pandoro-Gate: la corsa al clean-slate

Non è un segreto che Chiara Ferragni sia reduce da un periodo intenso. Il processo legato al cosiddetto “Pandoro-Gate”, le critiche, le collaborazioni perdute, un’immagine da ricostruire. E così il restyling del suo profilo social, la cancellazione dello storico contenuto, la presa di distanza dagli elementi estetici più legati al passato, sembrano messaggi precisi: voglio ripartire, ma con nuove carte in tavola.

La scelta di affidarsi al brand giovane come Rivoluzione Romantica, meno patinato, più vicino a micro-segmenti del pubblico che si riconoscono nella frustrazione amorosa, è coerente con un desiderio di autenticità. Anche i prezzi, la tipologia dei prodotti (felpe, t-shirt, accessori semplici) sembrano pensati per un pubblico più ampio, forse anche più giovane, più incline al sentimentalismo social.

Polemiche soft: non si copia si “rievoca”?

Tuttavia non mancano le critiche. Alcuni osservatori e testate parlano apertamente di similitudini troppo marcate con il progetto moda di Zorzi: non solo lo slogan, non solo l’idea del “club”, la membership, ma anche l’estetica dominante del bianco-grigetto, le grafiche, le frasi d’amore non corrisposto. Il sospetto è che più che ispirarsi, si stia replicando buona parte degli elementi che anni fa avevano già fatto centro sotto altri nomi.

Nel mondo del branding, dell’influencer marketing, delle collaborazioni creative, la linea tra tributo, ispirazione e copia è sottilissima. E se da una parte si comprende il bisogno di creare un’identità rinnovata, dall’altra l’accusa – più o meno velata – è che la originalità stia cedendo il passo all’opportunismo concettuale. Va detto che ad oggi Chiara Ferragni non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali circa le somiglianze o possibili coincidenze: nessuna ammissione, ma neppure smentite nette.