Pubblicato il: mar, Set 8th, 2015

Evasione Iva: la corte UE boccia le prescrizioni italiane

frode ivaLa prescrizione italiana è troppo breve e incompatibile con il diritto dell’UE per i casi di processi per frode Iva, perché i responsabili restano impuniti. La corte di Giustizia dell’Unione Europea è stata invitata ad esprimere questo parere nel corso di un processo in quanto in Italia non sono previste sanzioni effettive e proporzionate alle irregolarità nel settore Iva e questo è in netto contrasto con questo stabilito nel Regolamento 2988/95 e nella direttiva 2006/112/Ce. L’art. 160 del nostro codice penale consente il prolungamento della pena sino ad ¼ ma essendo molto lunghi i tempi per le indagini sui reati fiscali i colpevoli alla fine non sono puniti. Sempre nell’art. 160 inoltre si autorizzano i concorrenti sleali ad operare in Italia e all’estero senza scrupoli, anche se non direttamente.

L’art. 325 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue) stabilisce che gli Stati Membri devono lottare con tutti i mezzi contro le attività illecite che ledono gli interessi dell’UE; se il giudice italiano si accorge che c’è stata una violazione deve garantire che venga rispettato il diritto comunitario e quindi impedire prescrizioni controverse. Lo stesso discorso è stato già fatto in passato per i reati ambientali.

Nell’ordinamento giuridico italiano la prescrizione è uno strumento che piace molto ai furbetti dell’Iva perché oltre al rinvio a giudizio è prevista la prescrizione e i giudici non riescono ad esaminare tutti i fascicoli per tempo. Senza contare il fatto che spesso si ricorre a consulenti esterni dilatando i tempi per il procedimento. Tuttavia con l’intervento dell’UE nessuno avrà più scampo e gli allergici all’Iva hanno le ore contate.

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