Palermo: il sindaco Orlando diserta la visita del premier Conte. Il premier: “Non è corretto” Guarda il VIDEO

Non c’è il presidente della Regione Nello Musumeci, ufficialmente per ragioni d’ufficio, non c’è soprattutto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che invece spara ad alzo zero sul taglio dei fondi per le periferie.

Le maggiori cariche istituzionali siciliane disertano a sorpresa la prima visita del premier Giuseppe Conte nell’Isola. Un caso che esplode nel giorno dell’inaugurazione, da parte del premier, dell’anno scolastico dell’istituto comprensivo intitolato a padre Pino Puglisi, parroco ucciso dalla mafia, nel quartiere di Brancaccio che domani riceverà anche la visita del Papa.

Ad accogliere il primo ministro c’è invece l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, con un monito che richiama all’emergenza migranti: “Per onorare il sangue dei martiri – dice guardando negli occhi il premier e riferendosi a padre Puglisi – serve un’Italia accogliente, vera e libera”. Molto duro anche il fratello di don Puglisi:

“I suoi predecessori – ha detto Francesco Puglisi a Conte – sono venuti qui solo per fare passerelle dopo le quali non abbiamo visto alcun intervento concreto. A lei voglio fare un trattamento speciale: non le chiederò niente”.

Ma la polemica più dura, sui ritardi dell’azione del governo al Sud, la solleva il sindaco Leoluca Orlando. Che accompagna la sua rumorosa assenza con una nota in cui sottolinea che stanotte, in occasione della fiducia sul decreto Milleproroghe in Parlamento, sono stati tagliati quasi 16 milioni di euro destinati proprio a Brancaccio:

“Spero che Conte comprenda il grave errore commesso nel cancellare questi fondi. Oggi si parlerà di scuola e vicinanza agli studenti, parole che suonano vuote dopo che il governo ha appena soppresso il finanziamento per realizzare un complesso scolastico polivalente con strutture sportive”. La cifra bloccata in seguito alla sospensione del bando, per Palermo, ammonta a 58 milioni.

Conte, al suo arrivo a Brancaccio, risponde duramente ad Orlando: “Io sono il presidente di tutti – afferma il premier – di ogni sindaco, di qualsiasi colore. Se Orlando pensa che il suo sia un comportaneto corretto nei rapporti fra istituzioni, faccia pure. Ma ha il dovere di essere trasparente con i suoi cittadini. Lui sa che ho lavorato fino a tardi l’altra sera,

per trovare un nuovo percorso a un provvedimento che, ricordiamolo, è stato dichiarato incostituzionale. Poi ho visto una delegazione di sindaci delll’Anci, fra cui non c’era Leoluca Orlando. Abbiamo individuato soluzioni per portare avanti progetti già avviati. Io sono per le cose concrete, al di là delle chiacchiere”.

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L’assenza di Musumeci, seppur motivata ufficialmente da altri impegni del presidente, sarebbe collegata a un incidente diplomatico: non sarebbe giunto a Palazzo d’Orleans l’invito diretto, da parte del governo, a partecipare alla manifestazione per l’inaugurazione dell’anno scolastico. Il governatore, chiamato a partecipare solo dal dirigente scolastico, avrebbe preferito così saltare l’appuntamento. Al suo posto l’assessore alla Formazione Roberto Lagalla.

Conte, nel corso del suo intervento, risponderà direttamente a Francesco Puglisi: “So che in tanti si sono sbracciati a promettere. Io, prima di venire qui, ho cercato di capire quali fossero le macchioline presenti nel rapporto fra il governo e questo quartiere. Ce ne sono due: occorrono risorse. Io non prometto nulla,  vedremo”.

Il premier ha ricordato così il parroco ucciso dalla mafia: “Il 15 settembre del ’93 è stato un giorno terribile. La mia presenza qui – dice Conte – è quella dello Stato che rende omaggio a una persona speciale,  Don Puglisi è stato un chicco di grano che ha dato frutti copiosi. La sua grande intuizione è stata quella di investire sui giovani, sulla formazione.

Il contrasto alla mafia deve essere un passaggio ineludibile di qualsiasi azione di governo. Però lo Stato ha mezzi di prevenzione e repressione che, a seconda delle risorse e dell’attenzione e delle sensibilità, possono essere più o meno efficaci. Ma il contrasto più efficace è affidato a questo edificio, alla scuola”.

Poi un messaggio diretto agli studenti assiepati in aula magna: “E’ più conveniente percorrere i sentieri di legalità – l’ammonimento del presidente del Consiglio – ed evitare scorciatoie che prefigurano guadagni facili. Più corretto resistere e superare le paure, resistere alle tante micro sopraffazioni, è su questa strada che i vostri insegnanti  vi devono indirizzare. Il governo prova a fare il proprio dovere: le nuove misure anticorruzione che abbiamo approvato servono anche a contrastare la criminalità mafiosa”.

 

Fonte https://palermo.repubblica.it/politica/2018/09/14/news/palermo_arriva_il_premier_conte_ma_orlando_potrebbe_disertare-206381397/

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